MySharingSystem

L’ultimo check-out, l’ultimo coperto servito, le persiane che si chiudono (o il ritmo che rallenta): la fine della stagione ha spesso l’aria di un traguardo. Si tira un sospiro di sollievo, si sistema, si volta pagina. Eppure, è spesso proprio in questo momento che si gioca una parte della stagione successiva.

Il riflesso del sollievo

Dopo settimane a ritmo serrato, la voglia di chiudere tutto in un colpo solo, planning, feedback dei clienti, debriefing, è legittima. Ma è anche il momento in cui le informazioni sono più fresche: i team ricordano con precisione cosa è andato storto un venerdì sera di luglio, i feedback dei clienti sono ancora “caldi”. Non capitalizzare tutto questo significa ripartire da zero tra sei mesi, o peggio, ripetere gli stessi errori.

Cosa non bisogna lasciarsi sfuggire

Il bilancio numerico, ma non solo

Tasso di occupazione, fatturato, indice dei coperti: questi indicatori vi dicono cosa è successo. Non spiegano però perché un’offerta ha funzionato meglio di un’altra, o perché in un certo giorno il servizio è andato in tilt. Per capirlo bisogna guardare altrove: i feedback dei clienti accumulati, gli incidenti registrati nel corso della stagione, e la memoria ancora viva dei team. È proprio incrociando questi elementi che un bilancio di fine stagione riesce a rivelare le criticità da colmare per l’anno successivo, o al contrario i punti di forza su cui continuare a crescere.

Il legame con gli stagionali

Ne abbiamo già parlato ampiamente nel nostro articolo Come motivare i propri team durante l’alta stagione?. Ma un’altra domanda si pone adesso: cosa fa venire voglia a uno stagionale di tornare l’anno prossimo, o di consigliare la struttura a un collega? Un semplice messaggio di ringraziamento personalizzato, o persino una proposta anticipata per la stagione successiva, possono bastare a fare la differenza.

Un ultimo confronto individuale permette di mettere a fuoco cosa ha funzionato e cosa resta da migliorare. Permette anche di proiettare il collaboratore verso la stagione successiva, mostrandogli cosa potrà ancora guadagnare e sviluppare tornando con voi.

Questi piccoli gesti di fine stagione liberano la mente dei collaboratori e danno loro un senso di riconoscimento: lasciano la stagione sapendo che il loro lavoro è stato apprezzato. E chissà, dopo un meritato periodo di riposo, potrebbero ripensare a cos’altro potrebbero ancora portare alla vostra struttura.

La trasformazione in piano d’azione

Un bilancio che resta un documento PDF archiviato non serve a nulla. Il vero valore emerge quando ogni informazione è al posto giusto, e richiamabile in modo semplice e intuitivo: un’abitudine o una preferenza del cliente, l’elenco dei fornitori con cui si è collaborato di più, gli orari e i periodi in cui i team hanno accumulato più ore straordinarie, così come gli eventi organizzati e il loro ritorno sull’investimento.

Messi insieme, tutti questi dati disegnano da soli gli aggiustamenti da apportare per la stagione a venire: rafforzare l’organico in un certo periodo piuttosto che in un altro, rivedere una collaborazione che ha mostrato i suoi limiti, o al contrario consolidare quella che ha funzionato meglio. Il bilancio smette così di essere un semplice resoconto per diventare un vero e proprio strumento decisionale.

Il dato come memoria collettiva

È qui che uno strumento strutturato come My Sharing System fa davvero la differenza rispetto ai ricordi sparsi e ai fogli di calcolo improvvisati. Centralizzare la storia dei soggiorni, degli incidenti, dei feedback dei clienti e degli indicatori di performance permette di trasformare una stagione vissuta in una base di conoscenza realmente utilizzabile, invece che in un insieme di informazioni detenute da una manciata di collaboratori, che a volte se le portano via alla fine della stagione.

La fine della stagione non è solo una parentesi che si chiude. È il primo passo nella preparazione della stagione a venire.

Il team di My Sharing System

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