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Una sfida tipica dell’hôtellerie stagionale

Se è vero che ogni hotel attraversa periodi di intensa attività, le strutture stagionali concentrano la maggior parte del proprio lavoro in pochi mesi soltanto.

I team sono spesso composti da nuovi collaboratori, il tempo per la formazione è limitato e gli obiettivi restano elevati. Bisogna trovare rapidamente il ritmo giusto, mantenendo al contempo un livello di servizio impeccabile.

In queste condizioni, i manager hanno poco tempo per seguire ogni dipendente. Alcuni faticano allora a tenere il passo, si demotivano o perdono fiducia, con conseguenze che possono rapidamente ripercuotersi sull’intero team.

1. Dare un senso al lavoro di ciascuno

Quando l’attività accelera, i collaboratori possono avere l’impressione di concatenare un compito dopo l’altro senza vedere davvero l’impatto del proprio lavoro. Passano le giornate a rincorrere il tempo e i servizi, senza necessariamente apprezzare ciò che fanno.

Briefing coinvolgenti, richiami regolari agli obiettivi dell’hotel e ai progressi compiuti, o ancora la condivisione dei riscontri positivi dei clienti sono strumenti molto più efficaci di quanto sembri per interessare e coinvolgere i team. Comprendere lo scopo del proprio lavoro e sentirsi parte di un insieme, come in una squadra sportiva, è spesso il modo migliore per ottenere il meglio dalle proprie persone.

2. Valorizzare i successi quotidiani

Il riconoscimento resta una delle leve di motivazione più potenti e, durante l’alta stagione, i manager tendono spesso a concentrare la propria attenzione sui problemi da risolvere.

Per molti dipendenti stagionali, l’hotel è una struttura troppo grande per affezionarsene davvero. Il loro team e il loro responsabile, invece, sono spesso tra le persone con cui condividono più tempo nell’arco di diversi mesi.

Un ringraziamento sincero dopo un servizio difficile, una sostituzione dell’ultimo minuto o semplicemente sottolineare un lavoro ben fatto può avere un impatto enorme sulla motivazione. Queste piccole attenzioni dimostrano che gli sforzi di ognuno vengono notati e apprezzati.

Al contrario, quando vengono evidenziati solo i problemi, diventa difficile mantenere i team coinvolti fino alla fine della stagione.

3. Favorire una comunicazione fluida tra i reparti

È un tema spinoso, perché cristallizza buona parte dei problemi che si incontrano nell’hôtellerie.

Molte tensioni nascono quando le informazioni circolano male tra i reparti. E nulla è più demotivante che fare e disfare un lavoro senza capirne il motivo, o scoprire a posteriori che un’informazione era errata o incompleta.

Una comunicazione efficace permette di evitare malintesi, errori e le frustrazioni che ne derivano. Più le informazioni sono accessibili in modo rapido e chiaro, più i team guadagnano in efficienza e serenità.

Il ruolo del manager è in questo caso essenziale. È lui a ricevere le informazioni, a interpretarle e a ridistribuirle al proprio team. Se l’informazione è errata, mal compresa o trasmessa troppo tardi, può capitare che più persone lavorino inutilmente. Oltre al tempo perso, ciò genera frustrazione e la sensazione che gli sforzi compiuti non servano a nulla.

4. Prevenire l’esaurimento

Persino una motivazione di ferro non può durare se la stanchezza diventa eccessiva.

Il lavoro stagionale è intenso e i giorni di riposo vanno rispettati. Anche i dipendenti hanno bisogno di godersi il territorio, vedere gli amici e staccare dal lavoro per reggere il ritmo per più mesi.

Un dipendente che trova un buon equilibrio tra vita professionale e vita personale sarà più rilassato, più coinvolto e più piacevole sia con i colleghi sia con i clienti.

Comprendere i propri team e prendersene cura è uno dei modi migliori per creare una vera coesione e mantenere un solido spirito di squadra fino alla fine della stagione.

5. Rafforzare lo spirito di squadra

I periodi più impegnativi sono spesso quelli che creano i team più affiatati.

Creare momenti di scambio al di fuori del lavoro, sia all’inizio sia durante la stagione, permette ai dipendenti di conoscersi meglio e di instaurare legami autentici.

Il receptionist non è più semplicemente colui che comunica il numero di colazioni per il giorno dopo, ma Pierre, che faceva parte della mia squadra di pallavolo a inizio stagione.

Questi momenti favoriscono il reciproco aiuto, la fiducia e una migliore comunicazione tra i team. È spesso questa complicità che i clienti percepiscono senza nemmeno rendersene conto: un servizio più fluido, più naturale, e collaboratori che procedono insieme nella stessa direzione.

Conclusione

Nell’hôtellerie stagionale, la motivazione dei team non è semplicemente un fattore di management: è un vero e proprio fattore di performance.

I manager che riescono a mantenere il coinvolgimento dei propri team per tutta la stagione sono in genere quelli che offrono la migliore esperienza al cliente e che raggiungono i propri obiettivi nelle condizioni migliori.

Un dipendente realizzato e riconosciuto darà naturalmente il meglio di sé e trascinerà spesso i colleghi nella stessa dinamica. Allo stesso modo, la demotivazione si propaga altrettanto rapidamente.

È un circolo virtuoso, fragile ma essenziale al buon andamento di una stagione. Saper unire, ascoltare e valorizzare i propri team resta una delle chiavi per mantenere un collettivo coeso, efficiente e performante fino all’ultimo giorno.

Il team di My Sharing System

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